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Seconda Puntata Speciale Acustica: la classificazione acustica degli edifici in Italia: le Classi Acustiche Normative e limiti per l’isolamento acustico in edilizia

01 Aprile 2014

I limiti da rispettare per l’isolamento acustico degli edifici sono definiti dal DPCM 05/12/1997, dove sono indicati i limiti specifici per ciascun parametro da prendere in considerazione. La norma tecnica UNI 11367 definisce gli intervalli di riferimento per stabilire la classe acustica di un edificio, dalla I, la migliore, alla IV, la peggiore.

 

  D2m,nT,w
Isolamento di Facciata
R’w
Isolamento tra Unità Abitative
L’nw
Rumore da Calpestio
Laeq,nt
Rumore Impianti Uso Continuo
Lasmax,nt
Rumore Impianti Uso Discontinuo
Classe I ≥ 43 ≥ 56 ≤ 53 ≤ 25 ≤ 30
Classe II ≥ 40 ≥ 53 ≤ 58 ≤ 28 ≤ 33
Classe III ≥ 37 ≥ 50 ≤ 63 ≤ 32 ≤ 37
Classe IV ≥ 32 ≥ 45 ≤ 68 ≤ 37 ≤ 42

 

L’introduzione di una classificazione delle prestazioni acustiche, iniziata in alcuni paesi europei come Francia e Germania negli anni Novanta, ha come obiettivo primario il miglioramento degli standard qualitativi, tenendo sempre conto delle reali esigenze in termini di protezione acustica degli inquilini di un edificio.

Per alcune destinazioni ed usi particolari degli edifici sono previsti limiti di prestazione più rigidi. Per gli edifici ad uso ospedaliero l’isolamento di facciata deve aver un valore minimo di 45; gli edifici destinati ad attività scolastiche richiedono la soglia di 48, mentre per uffici, attività ricreative, luoghi di culto e attività commerciali il limite minimo è fissato a 42. Il valore di isolamento acustico richiesto per la facciata nell’edilizia residenziale varia invece a seconda della rumorosità residua presente nel contesto dove sorge l’edificio.

Alla prossima puntata con una panoramica sulla situazione acustica degli edifici in Italia.

Prima Puntata - Requisiti acustici passivi degli edifici residenziali


TAG: approfondimenti isolamento acustico