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L'Hospice Pediatrico di Bologna sarà una casa sull'albero Un polo immerso nel verde per le cure palliative dei piccoli malati

04 Luglio 2017

La Fondazione Hospice MariaTeresa Chiantore Seràgnoli ha affidato all’architetto Renzo Piano la progettazione dell’Hospice Pediatrico che sorgerà a Bologna, con l’approccio con cui da sempre affronta il tema delle Cure Palliative: associare la funzionalità e l’alta qualità di servizio alla nobiltà della bellezza.

Lo studio RPBW ha sviluppato un progetto dove si possono identificare i tratti dell’architetto: il suo coraggio per la modernità, la sua forza inventiva, il suo rispetto per la tradizione, la sua sensibilità per la sofferenza umana, la sua attenzione all’ecosostenibilità e all’impatto ambientale.

"La primissima idea progettuale" si legge nella relazione di progetto di RPBW "è stata quella di un edificio che si sollevasse dal terreno per abitare, idealmente, uno spazio leggero e luminoso, con gli occhi dei piccoli residenti all’altezza della chioma degli alberi. L’idea di 'sollevare' ha la stessa radice della parola 'sollievo': togliere peso al dolore; in fondo è proprio questa la ragione e la forza di umana pietas che sta dentro l’idea di un hospice: alleviare il dolore di chi vi abita.

E vivere tra gli alberi rimanda ai giochi e ai sogni dei bambini, alle “case sugli alberi” e alla loro potente idea di libertà creativa e profondamente legata al mondo naturale.La natura, gli alberi, il verde dovranno avere una presenza pervasiva e guaritrice: l’albero infatti è una meravigliosa metafora di guarigione quando si staglia verticale contro il cielo proprio come lo stare in piedi è il segno evidente dell’essere guariti, perché da malati si sta in un letto, orizzontali.

La particolarità di un hospice pediatrico è che è rivolto ai più indifesi, ai bambini. E ai loro genitori, anche loro probabilmente poco più che ragazzi, colti in un momento di fragilità della vita, una prova terribile tra smarrimento e dolore. Una casa sull’albero ha bisogno di un bosco per crearne la magia e l’incanto.Un bosco di alberi autoctoni sia sempreverdi che a foglia caduca, con aree più folte e altre più rade per consentire zone di gioco.

L’edificio si sviluppa in più padiglioni connessi da leggeri collegamenti aerei al corpo centrale principale. Due satelliti sul lato sud ospitano otto mini alloggi destinati ad accogliere le famiglie dei piccoli pazienti, mentre sul lato opposto sono state previste due polarità di carattere maggiormente intimo e meditativo: una spazio/cappella di meditazione ed una terrazza affacciata sulla valletta del Savena collegata all’obitorio Morgue.

La composizione del corpo principale è quella di uno spazio sviluppato attorno ad un giardino-patio centrale. Tutti i volumi appaiono come sospesi da terra mediante l’utilizzo di esili colonne a sezione circolare e i fronti degli edifici saranno ritmati dalla presenza di trasparenze vetrate a parti opache rivestite in legno. La naturale pendenza del terreno rende possibile un inserimento armonico dei volumi nel contesto paesaggistico utilizzando il piano terra dell’edificio principale come elemento di transizione e raccordo tra le quote esterne esistenti.

Il parco in cui “galleggia” l’edificio è realizzato con leggeri movimenti di terreno su cui verranno messi a dimora gli alberi del bosco. Gli alberi scelti sono in gran numero a foglia caduca in modo da lasciare filtrare il sole nei mesi invernali e permettere al prato, cespugli e sottobosco di crescere. 

Il piano primo è il piano principale dove sono concentrate le degenze e tutti gli altri presidi a servizio delle attività del centro. La parete esterna delle camere è completamente vetrata e affacciata verso l’esterno attraverso una sorta di winter garden che, oltre ad assolvere un ruolo di ottimizzazione energetica, costituisce ulteriore barriera acustica rispetto alla rumorosità esterna.

Teniamo a sottolineare il dialogo visivo diretto e totale con le fronde degli alberi che si verrà a creare con l’interno. Sulla proiezione del letto, a soffitto, è previsto un lucernario, oscurabile a comando, per riuscire a percepire il cielo ( le nuvole, le stelle,...) anche da parte di chi non può alzarsi; una piccola attenzione per rendere più poroso l’involucro dell’edificio e meno oppressiva la condizione di immobilità. La qualità dello spazio che si vuole ottenere è quella di una intimità quasi domestica, da casa, distante dalla freddezza scostante che spesso purtroppo si ritrova nelle strutture socio sanitarie".

L’inizio lavori è previsto per fine autunno 2017.

Tratto da Archiportale.com


TAG: architettura green building