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Brooklyn garden studio: un rifugio nel cuore di New York Un progetto sperimentale per sentirsi fuori città nel centro di New York

30 Agosto 2017

Il Brooklyn Garden Studio è un rifugio di poco più di 5 metri quadrati, auto-costruito impiegando principalmente materiali di recupero, progettato e realizzato dall’architetto Nicholas Hunt nel cortile della propria abitazione di New York. Per il suo ideatore e costruttore, lo studio rappresenta una fuga dalla città, un piccolo spazio per distinguere lo spazio del lavoro da quello personale. 

La strategia progettuale che ha guidato l’intero progetto del Brooklyn Garden Studio è stata principalmente una: all’interno del monolocale non doveva esserci alcun riferimento al paesaggio urbano della città; per tale motivo ogni apertura è stata studiata in modo da mostrare solo viste del giardino, degli alberi e del cielo, senza alcuna traccia dell’ambiente antropizzato. Le aperture, poste nella parte bassa delle pareti perimetrali, consentono a chi è seduto all’interno dello studiolo, una vista della vegetazione presente nella corte; allo stesso tempo, il doppio strato di lamelle frangisole protegge dagli sguardi indiscreti.

La forma dello studio è volutamente semplice, un volume puro sagomato in modo da consentire il deflusso delle acque. I materiali sono poveri: per le cornici ed i rivestimenti è stato impiegato legno standard, le finestre ed il lucernaio sono in plexiglass mentre gli interni sono realizzati con legno recuperato dalla recinzione di un’azienda agricola in Massachusetts.

Hunt ha lavorato al progetto nel tempo libero, di notte o durante i fine settimana, impiegando in tutto tre mesi. Nonostante le modeste dimensioni dell’intervento, egli ha dovuto affrontare un’importante sfida ovvero essere allo stesso tempo progettista, committente e costruttore. Lo stesso architetto ha definito il Brooklyn Garden Studio “uno spazio di sperimentazione”, un laboratorio nel giardino di casa.

Tratto da architetturaecosostenibile.it