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Biosphera 2.0: la casa NZEB per l’Esercito Un modulo abitativo energicamente autosufficiente per le situazioni di rischio

05 Ottobre 2017

Per la prima volta le forze armate si approcciano a una tematica così importante come l’energia rinnovabile all’interno di un’abitazione: lo riferisce il primo capitano dell’Esercito, l’architetto Rosa Maria Filice, che ha vissuto per 15 giorni dentro al modulo abitativo del progetto Biosphera 2.0.

Venticinque metri quadrati di grandezza con soggiorno, angolo cottura, bagno e zona notte. Tutto energicamente autosufficiente: il modulo non ha bisogno di impianti di riscaldamento o raffreddamento, ma una ventilazione meccanica controllata che ricicla l’aria. L'inquinamento prodotto risulta quasi zero e la qualità della vita è decisamente superiore.

“Era un progetto che conoscevo e che trovavo molto interessante -spiega Filice- soprattutto per una forza armata come l’Esercito, che viene chiamata sia in Italia che all’estero in tempi veloci e spesso non ha il modo di reperire energie sufficienti per abitazioni consone ai militari in missione in luoghi colpiti da calamità o dalla guerra. Questo modulo abitativo è perfetto perché con i suoi 25 metri quadri permette il trasporto da un posto all’altro”.

“Parliamo di un modulo abitativo che è energicamente autonomo al 95% (Nzeb), ​ad altissima prestazione energetica. Il suo fabbisogno è molto basso o quasi nullo ed è coperto in misura significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili, prodotta in loco​”, sottolinea Filice.

Il Capitano ha vissuto all’interno di Biosphera 2.0 per 15 giorni​: potrebbe essere una soluzione per tutti i soldati e i civili che si trovano in situazioni di rischio. Grazie a un braccialetto e una cintura le sono stati controllati il respiro, il sonno e il battito cardiaco. “I risultati sono stati sorprendenti. Abbiamo riscontrato un innalzamento della qualità di vita significativo. Lo stress di tutti i giorni era quasi impercettibile, dormivo molto meglio e mi svegliavo anche un’ora prima senza la sveglia”, ha spiegato Filice.

Biosphera 2.0 è stata testata precedentemente da 35 civili  a -20° e a 40° e si è potuto vedere come, senza  ​impianti tradizionali di riscaldamento e raffrescamento, la temperatura all’interno sia rimasta dai 21° ai 26°. “Ho testato il modulo abitativo in piena estate a Roma – ha raccontato il capitano – Quando fuori faceva molto caldo dentro casa stavo bene. Applicare questo protocollo a tutte le costruzioni non farebbe che migliorare la vita e la salute di tutti, oltre a essere in piena regola con le norme che dal 2019 saranno in vigore. Il progetto continua e​d è​ la prima volta che una forza armata​, l’Esercito italiano in questo caso,​ si avvicina a una tematica così importante come questa. E’ sicuramente un modo per dare il buon esempio a tutti”, ha concluso.

Inaugurata il primo marzo 2016, il modulo è stato concepito da Zephir-Passivhaus Italia come follow-up di BiosPHera 1.0 ed è stato costruito dalla società Aktivhaus Biocostrutturi. Il concept architettonico è stato creato all’interno di un contest svoltosi in collaborazione con il Politecnico di Torino, dipartimento di Architettura e Design, i cui aspetti energetici e fisico-edili sono stati curati da Zephir- Passivhaus per far funzionare il modulo abitativo in varie locations d’Italia. Insieme all’università della Valle D’Aosta si è data una caratterizzazione ‘umanistica’ all’esperimento andando a individuare gli aspetti di Biophilic Design che più avvicinano l’uomo alla natura.

Tratto da OFCSReports


TAG: sostenibilità NZEB